Chi sono

Mi chiamo Costanza Ognibeni, sono dottoressa in Scienze della Comunicazione e lavoro in questo ambito da più di dieci anni. Ho iniziato lavorando in un’agenzia di grafica pubblicitaria che mi ha permesso di conoscere il meraviglioso mondo del design; successivamente sono entrata in un’azienda londinese che offriva servizi di consulenza alle multinazionali: un’esperienza che mi ha permesso di interfacciarmi con contesti di ogni parte del mondo, dai paesi mediterranei all’Estremo Oriente, sempre passando per la casa madre che si trovava in Gran Bretagna. Il lavoro ha richiesto un mio trasferimento a Milano e a trent’anni suonati, quando di solito “ci si stabilizza”, ho preparato il mio fagottino e da Roma sono approdata in quella che viene definita la metropoli più europea d’Italia. Ho conosciuto persone, modi di pensare e approcci alla realtà completamente diversi da quelli a cui ero abituata, mi sono costruita una nuova rete di amicizie e di piccole abitudini quotidiane.

Qualcuno potrà chiedersi come tutto questo c’entri con questo blog. Ebbene, è successo, ormai qualche anno fa, che mentre nella vita andavo avanti con la costruzione del mio percorso universitario, abbia cominciato a sentire un grande vuoto. Una mancanza, una sorta di “nostalgia di qualcosa che non avevo mai fatto”. Sembra un controsenso, ma era proprio questa la sensazione. Eppure studiavo, lavoravo, avevo i miei affetti. Ma c’era, incontenibile, questa domanda, questa grande insoddisfazione di fondo che spesso suscitava quel “ma che ti manca?” la cui risposta era sistematicamente un non lo so che mi faceva sentire smaniosa, irrequieta, incapace di godermi la vita. È cominciata, così, una grande ricerca su me stessa, sul mio modo di vivere i rapporti, sulla mia storia. Una ricerca che è presto uscita dall’ambito autoreferenziale, per cominciare a mettersi in relazione col mondo esterno, aiutandomi a capire quanto la nostra storia si intrecci con la Storia, quella di tutti gli esseri umani, quella che, per quanto facciamo il possibile per ignorarla, penetra nella nostra mente trasmettendoci valori, cultura, modi di vedere le cose. Un’influenza che condiziona il nostro modo di pensare, così come di agire quotidianamente.

Una ricerca tutt’oggi ancora attiva, grazie alla quale ho ricevuto il regalo più prezioso della mia vita, ovvero la possibilità di leggere la realtà con una nuova chiave, partendo da un’idea sugli esseri umani diversa dal paradigma “homo homini lupus” sempre proposto come unica lettura possibile della loro natura. Un po’ come avere la possibilità di piazzarsi su una nuova vetta, e da lì godere di una vista completamente diversa, pur avendo davanti lo stesso identico paesaggio.

Da quel momento, qualsiasi stimolo provenga dall’esterno, dalle esperienze di vita personali ai fenomeni sociali, viene inevitabilmente letto con questa chiave, e voler esprimere in qualche forma quanto si vede e si sente, diviene quasi inevitabile: visto che nel mio percorso di studi ero anche diventata giornalista, e che scrivere mi è sempre piaciuto, ho deciso di cominciare a pubblicare per i giornali on line. Nel frattempo mi sono aperta questo blog, unico mezzo che mi permette di mantenere la mia scrittura pulita, scevra dalle logiche del mercato, e rimanere coerente con me stessa e con il miei lettori.

Ho pensato che se hai la possibilità mostrare qualcosa di bello, di raccontare una storia diversa, di mettere in evidenza quei suoni nascosti che spesso una quotidianità troppo frenetica non consente di cogliere, perché privarsi della possibilità di sfruttarla?

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